VITASNELLA

Dice il proverbio” né di venere né di Marte non si arriva né si parte né si da inizio all’arte” e noi, senza pensarci, proprio un martedì di questa primavera abbiamo iniziato questa via…quel giorno un non ben identificato mezzo di cava mi ha gentilmente strusciato tutta la fiancata del mio fuoristrada procurando un notevole danno e conseguente alleggerimento al mio portafoglio. La prima giornata comunque nel complesso non era andata proprio male e tre bellissimi nuovi tiri erano nati nel “cuore” della placconata centrale della parete. Oggi in una bella giornata di ottobre siamo di nuovo qui e anche questa volta è martedì! L’obbiettivo è liberare la via finita in altre due giornate di “lavoro”. Questa volta ci caliamo dall’alto per evitare altre sorprese e senza intoppi raggiungiamo la base. Con il Fabri è stata la prima via aperta assieme e visto che lo avevo convinto a venire in Apuane da Novara non volevo deluderlo e ho optato per la parete est del monte Pesaro. in poche parole roccia bella e difficoltà(per noi) assicurate. Come dicevo sopra abbiamo attaccato al centro della parete appena a destra del tentativo fatto dai carrarini più di 20 anni fa. il primo tiro sale una placca appoggiata di vero stile “spalmo” e qui più che i muscoli servono ottima tecnica di piedi e nervi saldi nel run out obbligatorio che dall’ultimo spit porta in sosta! Due bei voli di cui uno, a causa della corda rimasta dietro il piede, con ribaltamento e conseguente culata/schienata . al terzo tentativo sono riuscito a passare in libera andando a sostare dopo 25 metri sull’unico gradino della placconata. Il secondo tiro parte con alcuni metri non facili protetti da due spit che evitano di cadere in testa al compagno e proseguono per altri 30m su una roccia da sogno ma tutti da proteggere con friends. Il terzo tiro traversa leggermente verso destra e va a salire una fessura tutta da proteggere ma di difficoltà inferiori. Qui finiscono il marmo e le placche e la parete si impenna sul calcare selcifero. Il tiro successivo è un mix di tecnica e forza e in crescendo porta alla sosta con bei passaggi obbligatori tra i pochi spit. Ancora due spit sopra la sosta per assicurarsi le caviglie poi friends nei buchi e tra le concrezioni di selce fino agli ultimi metri con altri due spit . Siamo ora sotto gli strapiombi terminali e il penultimo tiro si insinua tra essi con elegante arrampicata di non facile lettura e con soli due spit conduce all’ultima sosta dopo 40 metri tutti da guadagnare. L’ultimo tiro è più facile e comunque con un solo spit è tutto da proteggere facendo tesoro dell’esperienza maturata nei tiri precedenti.

Per ultimo. per dare il nome ad una via si cerca un aneddoto o una caratteristica che la distingue ma questa volta non ce ne veniva alcuno per cui l’abbiamo chiamata con il nome di una nota acqua minerale in bottiglia che avevamo lasciato in parete ma che evoca uno stile di vita che distingue in particolar modo l’ambiente degli arrampicatori…”VITASNELLA”

Relazione:

 Alpi Apuane – Monte Pesaro

VITASNELLA

Salita nel 2015 tra aprile e ottobre

Fabrizio Fratagnoli e Roberto Vigiani

Sviluppo : 220 metri (7 L)

Difficoltà : 7b+  ( 7b obbligatorio) – S3, R3

Materiale : Una serie di C4 dal 0,5al 2, una serie di C3, una serie di Alien dal nero al rosso o equivalenti,eventualmente Nuts (non obbligatori) . Mezze Corde da 60m per la discesa, rinvii anche lunghi, kevlar.

20 spit in via più le soste

Accesso : due possibilità

  1. da Carrara raggiungere il bacino marmifero di Lorano (indicazioni o chiedere) lasciando l’auto all’inizio della marmifera (strada privata) raggiungere la casa /officina della cava alta di Lorano e al tornante dopo prendere la traccia che passando in una vecchia cava porta alla base dell’evidente parete visibile già da molto prima( circa 1 ora  di polverosa strada ).
  2. Da Carrara raggiugere Campocecina, dalla curva prima dell’infermeria del Soccorso Cave  (parcheggio per una macchina) scavalcare il guardrail  e scendere l’evidente crinale che degrada verso la parete (evidente cisterna  in metallo arruginito ) seguirlo costeggiandolo  un pò a destra in un bosco finche, tornati sul bordo della parete, scendendo trovate un evidente ometto e due fix con anello che indicano la prima calata (20/25minuti discesa, 40/45 salita) .

Tra le due è consigliata la seconda perché le calate su la Baraka  vanno comunque fatte e vi risparmiate la orrenda strada di cava in salita e discesa.

Discesa in doppia dalla Baraka : salire alcuni metri il crinale fino alle calate della Baraka che si distinguono con due fix con anello (grosso ometto).

  • calata breve di 20m;
  •  calata da 30m fuori via fino ad una catena sul bordo degli strapiombi;
  • calata da 55m nel vuoto, passare tassativamente il fix sotto lo strapiombo a pochi metri dalla partenza pena rimanere nel vuoto senza possibilità di raggiugere la sosta successiva
  • con altre  due calate si raggiungono le corde fisse alla base

saluti e spit..

Vigio

Roberto e Fabrizio
Secondo tiro