“Una Corona al bacio”

Ci voleva una parete comoda, bella e non troppo lunga, l’esposizione doveva essere ottimale per la stagione e la qualità della roccia almeno sugli standard sardi..cioè ottima! Il tutto condito da una location selvaggia…perché, diciamolo, in Sardegna se hai un po di fantasia puoi ancora unire tutte le caratteristiche elencate qui sopra e vivere giornate d’arrampicata meravigliose.

Tranne che sulla Giradili e su alcuni posti vicino a casa mia difficilmente sono tornato più volte ad aprire una via sulla stessa parete e quindi sfogliando la “bibbia guida” di “Gocciaman” Oviglia ho notato che la parete di S’Orcu nella selvaggia Codula di Luna presentava solo due vie già aperte e c’era spazio per farne altre.

Essendo con Luisa non volevo salire una linea difficile ma la parete dava poche possibilità di evitare i suoi strapiombi terminali tranne sulla sinistra, dove, un diedro fessura diagonale simile alla Demande in Verdon solcava le placche andando a morire su una cengia a due tiri dalla sommità.

Ci sono voluti tre giorni per aprire, pulire e scalare questa via sulla tipica super roccia sarda e alla fine è venuto fuori un itinerario bello e nemmeno troppo difficile ma con una chiodatura “impegnativa” da integrare con friends e clessidre.

Il nome  è riferito ad un modo di dire sardo di come si beve una birra(in questo caso una Corona) senza il bicchiere, cioè alla bottiglia… “UNA CORONA AL BACIO”

Accesso:dalla strada Orientale Sarda che va da Dorgali a Baunei dopo 30 km (17 se venite da Baunei) prendere la strada in direzione Teletottes che scende in direzione della costa entrando nella selvaggia Codula di Luna.

Percorrerla fino alla sua fine (13 km circa) e lasciare la macchina . prendere il sentiero che per la destra orografica costeggia il torrente. Dopo circa 25 min arrivate all’evidente parete di S’Orcu  che sovrasta la codula sulla destra appena sopra ad una grande pozza del torrente dove l’acqua sparisce e si inabissa nel Supramonte. Salite al meglio alla base per ripido bosco e ghiaione seguendo tracce di animali e puntando all’evidente spigolo che divide la parete ovest da quella nord.

La via attacca circa 20 m a dx dello spigolo per una placca con il primo spit visibile a circa 10 m da terra.

Note: bella via su ottima roccia tranne un breve tratto nel primo tiro dove bisogna prestare attenzione. Parete ideale nelle mezze stagioni o mattinate estive; infatti la sua esposizione ad ovest la tiene in ombra almeno fino alle 13/14.

Chiodatura a spit fix distanziati 4/8 metri con alcuni tratti da integrare con protezioni veloci e clessidre. Il capocordata è bene che domini la difficolta dichiarata obbligatoria!

Buona arrampicata

Vigio

Relazione:

“Una Corona al bacio”

Roberto Vigiani – Luisa Siliani

Aprile 2016 – sviluppo: 200m

Diff. Max 7a (obbl.6c)  I-RS3

Materiale: corda singola da 70m- una serie di C4 fino al 2 (un 5’ se non  volete rischiare le caviglie nel primo tiro!)- nuts-qualche kevlar per clessidre

Discesa: in doppia anche con singola da 70 m passando qualche spit

L1- 6b : salire la placca con due spit e andare verso sx in un diedrino di roccia un pò rotta  da fare attenzione. Raggiungere  il terzo spit e per breve muro raggiungere la grossa lama che si sale fino in sosta. 3 spit + 1 clessidra fissa + friends (utile un 5’ per proteggere adeguatamente l’uscita in sosta, altrimenti fate come me…cioè senza!!)  

L2 – 7a  salire il muro  subito sopra la sosta con arrampicata impegnativa su roccia dolorosa e prendere l’inizio del diedro fessura che in realtà è cieco andando a sostare su un terrazzino sulla sx. ( 4 spit e niente altro!)

L3 – 6c/7a traversare fino a dentro il diedro e seguirlo con bella arrampicata. Raggiungere la sosta per bel muro a gocce. ( 5 spit + qualche friends/nuts)

L4 – 6b+  salire il bel diedro e prendere la fessura tutta da proteggere fino in sosta ( 3 spit + friends/nut) se proprio volete potete portare 1’ e 2’ doppi, io non li ho usati ma ci vuole mestiere!!

L5 – 6a+  subito a sx sopra la sosta salire sul filo del pilastrino che si sale per clessidre e grandi buchi fino ad una cengia . subito sopra raggiungere lo spit “salvacaviglie” e ancora per buchi atletici andare verso destra al secondo e ultimo spit che protegge l’uscita in sosta. (2 spit + 1 clessidra fissa)

L6 – 7a  dalla sosta salire sulla destra seguendo una striscia di roccia grigia strapiombante con passaggio difficile in uscita. ( 5 spit + due friends)

Il bel run out del 3° tiro