Parthenia

Da un Sms di Alice:

“ Se è bellissima e celestiale chiamala con un nome divino, fatti coraggio e battezzala come non avresti mai pensato, legala per sempre ad un augurio che solo pochi capiranno ma a tutti rimarrà nel cuore come la nostalgia per la “Gioia”…. che tutti bramano ma difficilmente possiedono per più dell’attimo fuggente….sulla vetta, in parete, a testa in giù o a testa in su ma sempre nella solitudine della ricerca. Dedicandola a chi sa come si cerca e come si trova sarà già uno splendido inizio. Come diceva una pubblicità, non tutto deve essere comprensibile e coerente, la passione non lo è spesso, come i cori e gli assoli “

Con queste parole dette da chi non se ne intende di arrampicata si capisce che il fine ultimo dell’esistenza dell’essere umano, sia “comune “ che “arrampicante”  è sempre quella ricerca della “Felicità” che tutti vorremmo fosse eterna. Sulla Giradili, Parthenia, è la terza via che apro e penso che tornerei  ad arrampicarci ancora mille volte. Parthenia è ad oggi  la via più facile per salire questa parete incastonata nel golfo di Orosei e neanche fosse una novità la roccia è  perfetta. Qualcuno la definirebbe roccia  Verdoniana, ma questo riferimento esterofilo non calza proprio, io direi  piuttosto il contrario e conierei il termine”roccia sardanica” un incrocio tra sarda e titanica. Il solo “vantaggio” di fare sempre da termine di riferimento del Canyon Francese è che si trova sul continente e che è frequentato alpinisticamente da più anni.

La vista che si gode dalla parte alta della via sulla grotta Pintada e sulle vie della sud ovest è mozzafiato, la chiodatura generosa e le difficoltà moderate  renderanno questo itinerario una classica che riempirà di gioia il cuore di molte persone.

Buon Divertimento!

Relazione:

PARTHENIA

Aperta da Roberto Vigiani e Luisa Siliani

Il 12/13 ottobre 2009

Sviluppo 220 m + 30 di trasferimento su terrazzo

Difficoltà max : 6b+  ( obbligatorio 6a )

Impegno : S2-II

Materiale  : chiodatura fix inox 10mm con catene alle soste

                   Utili kevlar per clessidre e alberelli

                   Corda da 80 (in caso di calata)  e 15 rinvii

Accesso: da Baunei salire sull’altopiano del Golgo per strada asfaltata per 2,5 km circa, prendere sulla destra la strada sterrata per il monte Ginirco e dopo altri 500mt  prendere il bivio a destra  in discesa con indicazione Ginirco. Seguire la sterrata per 2,4 km prima in discesa e poi in salita , poco dopo il secondo tornante prendere a dx e posteggiare dopo 50 mt prima del cancello dell’ovile Deuspiggius. Entrare a piedi nell’ovile aprendo e richiudendo il cancello, seguire la strada tenendo la dx fino a 50m prima della stalla più bassa sotto le rocce, una traccia sulla dx porta ad un cancelletto nella recinzione, superarlo e richiuderlo. A questo punto siete sulla Cengia Giradili, seguirla in discesa per circa 20 minuti fino ad incontrare un altro cancelletto superarlo e proseguire per circa 70 mt. Poco prima di un caratteristico passaggio sotto un grosso masso risalire sulla sx alla base della parete (ometto).

Relazione: I primi tre tiri salgono un avancorpo di 90 mt  superando placche di eccezionale qualità. Si sbuca su una crestina che immette in una largo terrazzo. Si segue il terrazzo sospeso e si va alla sua estremità dx a sostare su un albero con cordone fisso. Da qui scendere per alcuni metri facilmente e risalire in diagonale a dx (cordone fisso su alberino)aggirando uno speroncino fino alla sosta con catena(20m).

Dalla sosta salire per gradoni (spit e alberini) fino a prendere la base del pilastro che delimita sulla sx la Grotta Pintada, seguirlo con arrampicata di grande soddisfazione fino alla sommità.

Discesa: risalire in diagonale verso sx seguendo gli ometti fino a raggiungere la cresta sommitale dove si incontrano i segni blu un po’ sbiaditi di “Selvaggio blu”, seguendoli con attenzione un sentiero accennato riporta alla strada sterrata poco sopra il parcheggio dell’ovile Deuspiggius dove avete lasciato l’auto. Nel caso perdeste il sentiero puntate l’evidente strada sterrata ben visibile e per tracce di capre raggiungetela  nel punto più comodo, scendetela fino a tornare all’auto.