“Vista a mare”

Salendo da Camaiore a Casoli seguendo la stretta e tortuosa strada sfilano davanti agli occhi alcune delle falesie più belle della Toscana: Candalla Alta e Bassa, la Parete del Cimitero

e, raggiunta la località di Trescolli, la grandiosa bastionata che comprende i pilastri di Setriana e la parete di San Rocchino. Ogni volta che arrivo con la strada al bivio della località “Luciana” in una tersa giornata autunnale il mio cuore sussulta davanti a tanta magnificenza. Su queste pareti si è scritto e si sta scrivendo ancora oggi la storia dell’arrampicata sportiva Toscana.

Da qui la vista spazia verso la piana di Camaiore, il litorale della Versilia fino al lago di Massaciuccoli, alle spalle invece ci sono le Alpi Apuane con le sue propaggini più meridionali del Monte Matanna e Prana. Rigogliosi boschi fanno da cornice a queste rocce che ancora dopo tanti anni non finiscono di stupirmi. Dopo anni di ricerca della via più bella e difficile da scalare mi sono chiesto se poteva esserci su queste pareti una via facile che portasse in cima al primo pilastro di Setriana facendo godere a pieno la bellezza di questi luoghi. In compagnia di Marcello abbiamo unito le creazioni già esistenti di vari arrampicatori locali e abbiamo aggiunto alcuni tratti nuovi e varianti che hanno reso questo viaggio una piacevole arrampicata alla portata di molti. Alcuni diranno che non c’è niente di nuovo in questa salita e io sono parzialmente d’accordo ma la cosa originale è a mio parere intuire di unire tutte queste rocce in un’unica scalata “Vista a Mare” e raggiungere una cima dopo una piacevole giornata d’arrampicata.

Accesso:

Da Camaiore raggiungere Casoli e proseguendo Trescolli. Al Bivio per la località “Luciana” Posteggiare l’auto senza intralciare lo spazio di manovra dell’autobus.  A piedi Per strada asfaltata raggiungere la località Luciana e da qui imboccare un sentiero pianeggiante che va in direzione dell’evidente primo pilastro di Setriana. In circa 15 minuti si raggiunge un bivio in discesa posto circa 70/100 metri prima di facili placche chiodate alla base del Primo Pilastro di Setriana. Prendere l’evidente sentiero in discesa nel bosco fino ad un ometto e poi, per tracce sempre in discesa, andare a destra fino ad aggirare alla base il primo pilastrino della cresta degli abbacchiati. (possibile saltare il primo tiro raggiungendo la facile cresta direttamente per un canalino alberato che porta a una forcella ).

Materiale: una corda da 50m, cordini per clessidre e alberelli, può essere utile qualche friends

Relazione:

L1: (chiodata da Stefano Sandrelli ) salire il pilastrino su roccia singolare formata da sassi incollati e calcare eccezionale. 25m – 6a spit fix.

Dalla cima calarsi per 10m fino ad una forcella alla partenza della cresta degli abbacchiati (salita per la prima volta da Emanuele dati con amici).

L2: seguire la placca articolata di roccia super fino alla rigola finale da superare direttamente (a destra più facile) 30m – 4° molte clessidre Sosta su alberi

L3/4 : seguire la cresta di ottima roccia a risalti con facile arrampicata sostando su ottimi terrazzi su alberi o clessidre.

La cresta diventa più facile ma rimane sempre piacevole e con circa 100m di terreno articolato conduce al tetto di una marginetta sul sentiero che porta al bacino Enel.  Scendere il sentiero per due tornanti e portarsi alla base delle facili placche del primo pilastro di Setriana.

L5: Salire la via spittata più a destra (chiodata da Luisa Siliani) e dopo 30 metri raggiungere un comodo terrazzino con uno spit fix di sosta . traversare 15 metri a destra e raggiungere la base di un risalto sostando su una clessidra.

L6: salire direttamente sopra la sosta e superare due strapiombini consecutivi (tiro già attrezzato da sconosciuti, sostituiti fix e aggiunti cordoni in clessidre.) sostare su un terrazzo su fix con anello e clessidra. 20m – 5c

L7: Salire sopra la sosta andando verso destra in traversata e rimanendo sotto il bosco raggiungere la sosta su un fix con anello in una nicchia. 20m – 4°;clessidre + alberini

L8: traversare a sx fino ad un chiodo, superare un tratto verticale a buone prese (1 fix e clessidre) ignorare una vecchia sosta sulla sx e andare verso dx per risalti (clessidre, alberini,1 fix) fino a raggiungere il bosco dove si sosta su alberi. 35m – 5c

Trasferimento a piedi per circa 50m a dx fino alla base di un pilastrino staccato(sosta su alberi)

L9: salire in diagonale a dx per parete esposta e poi direttamente fino in cima al terrazzino. 20m – 5c; diversi spit fix. Sosta su fix con anello + clessidra

Traversare alcuni metri a destra e sostare sotto l’ultimo risalto su clessidra.

L10: salire direttamente sopra la sosta e per la bella placca finale che si affronta direttamente e si raggiunge la cima.

Nota: alcuni tiri o passaggi non sono obbligatori e sono evitabili ma a nostro parere se salita cosi come descritta è una delle più belle vie facili del Camaiorese.

Discesa: proseguire la cresta e scendere alla forcella, scendere sul versante mare aggirando il risalto finale e per tracce nel bosco scendere fino a un sentiero che porta alla marginetta e poi all’Auto.

Buona arrampicata,

Marcello e Roberto