La via del TUBO

Ormai ho ripetuto quasi tutte le vie di questa parete e devo dire che l’operato dei fiorentini Massimo Innocenti, Francesco Mannini e co. è stato fondamentale per lo sviluppo di questa parete un po’dimenticata delle Apuane.

Qui il marmo è la roccia predominante, ne sono testimoni le numerose vecchie cave ormai abbandonate sparse sotto o addirittura “sospese” in parete. Tra le diverse vie tracciate “110” e “severi ma giusti” sono quelle più meritevoli a mio giudizio.

Tutte le volte che passavo sotto parete vedevo sulla destra una bella placconata ancora vergine con in alto un vecchio tubo dell’acqua sospeso che l’attraversava orizzontalmente… chissà se merita? Mi chiedevo.

Ebbene la curiosità, alla fine, va esaudita e a maggio dell’anno scorso, prima che il caldo estivo avesse il sopravvento, con il grande Frank abbiamo deciso di dare un’occhiata. Abbiamo attaccato nel punto più basso della parete, dove la roccia si insinua nella vegetazione. Le attese di trovare “qualità” si sono rivelate esatte e in due giornate di apertura e pulizia, compresa la rimozione del tubo sulla placca del terzo tiro, hanno permesso la nascita di questa nuova via in Apuane.

Abbiamo messo fix alle soste e sui tiri, dove non si poteva usare protezioni veloci, e alla fine sono venuti fuori 5 tiri interessanti su roccia da buona a ottima. La via direi che è la più difficile del Monte alto e richiede un livello del capocordata che  si può definire intorno al 6b/c obbligatorio.

Ultima nota: abbiamo trovato un misterioso chiodo a fessura nuovo a circa 20 metri da terra senza nessun segno di ritirata e poi più nulla; chissà chi è stato e com’è arrivato li? Magari qualcuno che legge può svelare il mistero?

Alpi apuane – Monte Alto

“VIA DEL TUBO”

Aperta nel maggio 2019

Franco Del Guerra  – Roberto Vigiani

Sviluppo 170mt

Difficoltà max :7a ( 6b/c obbligatorio)

Materiale : una serie di C4 fino al 2 o serie Totemcam

                      Una serie di Alien o equivalente in microfriends

È sufficiente anche una corda da 70 mt se si scende in doppia fino alla terza sosta, dopo, per scendere bisogna rifare il traverso al contrario o uscire dalla via.

Accesso: dalla autostrada A12 Genova-Livorno uscire al casello  Versilia e prendere per Seravezza dove si imbocca la strada del Cipollaio che porta a Castelnuovo Garfagnana.  Al bivio per il paese di Retignano, svoltare a destra seguendo la strada che porta con alcuni tornanti alla fine dell’abitato, dove si trova un piccolo parcheggio a servizio degli abitanti. Posteggiare e Dopo poche decine di metri imboccare un sentiero a sinistra della strada con cartello “Alta Versilia” che conduce a Volegno segnalato con bolli rossi.
Percorrerlo per circa 30 min fino alla

cava dell’Aiuola da dove si può ammirare il panorama che spazia dalla Pania al mare con una vista bellissima del Monte Forato e del Matanna.

Da qui il sentiero prosegue per portarsi sotto la parete dove partono le altre vie. Noi invece lo abbandoniamo e saliamo per tracce (ometti) il ripido crinale che costeggia sulla sx la parete. Dopo circa 15 min si giunge ad un grosso ometto dal quale sulla destra una cengia alberata con traccia di animali e corde fisse conduce in breve all’attacco della via (1 ora circa dall’auto).

Esposizione: Est, ideali le mezze stagioni, tenendo conto che la parete va in ombra verso le 13.00. Attendere qualche giorno dopo grandi piogge, perché la via potrebbe rimanere bagnata

Relazione:

L1  salire la placconata con bella arrampicata integrando i pochi spit e con bel passo obbligatorio ma ben protetto raggiungere la S1. (6B+)

L2 subito diedrino ben protetto, con difficile passaggio in libera, e poi bella fessura strapiombante seguita da placca non banale. ( in continuità un bel tiro intorno al 7a)

L3 traversare a dx fino ad uno spit e traversare ancora a dx  per aggirare la placca nel suo punto più compatto  per fessure ,buchi e spalmi di piedi.  (6b+)

Dalla S3 è possibile uscire direttamente in cresta per rocce rotte e erba (uscita di emergenza),sconsigliata.

L4 tiro di collegamento per raggiungere il risalto finale. Traversare in leggera discesa (spit) e aggirare lo spigolo che conduce al tubo e alla sosta su comoda cengia sotto il tiro finale. (5a)

L5  salire sopra la sosta a dx per un diedrino fessurato e raggiungere una placca solcata da una fessura a lama sottile. Salirla fin sotto il tettino da superare direttamente con bel passaggio atletico ma ben protetto da uno spit . ( 6c, tiro con due spit soltanto il resto da integrare).

Discesa: dall’uscita della via scendere il crinale costeggiando la parete e per ripida traccia ( bolli rossi) e una corda fissa,  che permette di scendere un salto di cava, riportarsi all’ometto dove si prende la cengia che conduce all’attacco.

Buona arrampicata

Vigio e Frank – Guide Alpine Prorock Outdoor