Muzzerone, Via Poseidon

Luisa Siliani e Roberto Vigiani

Dicembre 2013

Difficoltà : II S1 max 6c, Sviluppo: 260mt

Chiodatura: ottima a fix inox e catene in sosta!!!

A volte si pensa di conoscere perfettamente alcune pareti e che niente sia più da scoprire: nessuna sorpresa, tutto esaurito, nessuna possibilità di aprire nuove vie.  

Quest’anno sono quaranta anni che frequento le falesie del Muzzerone e sinceramente pensavo di conoscerle abbastanza bene per sostenere che, a parte qualche “vietta”, il meglio era stato già fatto.

Il Muzzerone più che di nuove vie avrebbe bisogno di un’opera di riattrezzatura generale per rendere sicuri alcuni settori e per recuperarne altri ormai abbandonati per la pericolosità della chiodatura obsoleta. A luglio del 1983 aprivo “Chi vuol esser lieto sia” sul pilastro del Bunker inaugurando l’esplorazione della Parete Striata e dopo trent’anni mi ritrovo stupito di fronte a questa ennesima sorpresa che il Muzzerone mi ha riservato.

Salendo “Trident” ogni volta notavo a sinistra questo bello sperone che saliva dal mare. Sapevo la fatica, soprattutto di pulizia, che avrebbe richiesto per cui rimandavo sempre a tempi migliori.

Quest’anno ho deciso di verificare se la mia intuizione fosse giusta e con Luisa ci siamo calati dall’alto pulendo preventivamente la possibile linea di salita. Scendendo mi sono subito reso conto che la linea ci stava e che sorprendentemente era su roccia bella fino al mare. Il resto è storia di giornate passate a chiodare e pulire dalla terra e dagli arbusti quella che, a mio parere, è la via più spettacolare del Muzzerone e sicuramente una delle più belle d’Italia direttamente a picco sul mare!

250 metri di roccia bella, dal mare fino alla terrazza sommitale del Pilastro della Discordia su difficoltà sostenute e attrezzata in maniera generosa.

C’è poco da aggiungere, provate per credere e godetevela in una giornata invernale di tramontana uscendo in cima con il sole che scompare in mare e con la Corsica e le Marittime che si stagliano sull’orizzonte.

Il nome, dopo varie proposte orrende da parte mia e di Luisa, l’ha trovato Eva, mia figlia,  proponendo di chiamarla “POSEIDON” poiché nella mitologia greca Poseidone è il dio del mare e il tridente è il suo simbolo (“Trident” parte proco più a destra).

Come ho detto sopra, la roccia è quasi sempre buona e noi abbiamo ripulito la via da blocchi instabili e cespugli per quanto ci è sembrato sufficiente. Nonostante questo, “qualcosa” c’è sicuramente sfuggito pertanto, specialmente nelle prime ripetizioni, prestate attenzione nei tratti dove la roccia non è ancora perfetta.

Relazione:

Accesso: da La Spezia al Muzzerone (seguendo le indicazioni della esauriente guida di Davide Battistella edita da Versante Sud) parcheggiare all’ultimo tornante prima della fine della strada che porta al Forte Militare del Muzzerone. Da qui prendere il sentiero CAI che scende per crinale le pareti verso Portovenere, dopo circa dieci minuti si incontra a sinistra una vecchia cabina elettrica abbandonata. Superarla, continuando per il sentiero in discesa per circa 50 m e prendere a destra una traccia nella vegetazione che porta in breve su un tetto di un vecchio rudere di cava. Una scaletta in ferro aiuta a scendere alla base del rudere e poco più avanti si scende tramite un cavo mancorrente una crestina rocciosa fino quasi al suo termine. Poco prima della fine del cavo andare a sinistra (faccia a mare) e pervenire un vecchio palo in ferro che fa da riferimento del punto di discesa sulla via.

Discesa: scendere il primo salto di circa dieci metri in disarrampicata legati e utilizzando uno spezzone di corda (che abbiamo lasciato) per facilitare la discesa/salita fino alla prima catena di calata. Da qui quattro (corda singola da 80) o due calate (corde da 60m) a seconda delle corde che usate vi porteranno al terrazzo del “Grande Pino”. Una doppia da 40 m direttamente sul pino (cordone con maillon) vi porterà alla “Grotta dei Gabbiani” da dove una corda fissa vi permette di raggiungere la successiva calata senza dovervi legare. Ancora una calata di 35m vi porterà all’ultima da 30m sulla quale, in discesa, vi converrà passare alcuni rinvii per evitare che la corda finisca in mare durante il recupero e per raggiungere la sosta a pochi metri dal mare spostata più a sx rispetto alla verticale.

Salita: seguite gli spit e buona scalata!

Roberto Vigiani

Luisa Siliani