Dov’è la zona di arrampicata del Camaiorese

Camaiore si trova in Toscana nell’entroterra della Versilia da cui dista circa 6 km . tutte le pareti si trovano nelle immediate vicinanze di Camaiore e si raggiungono partendo dalle frazioni limitrofe.

E’ facilmente raggiungibile con l’autostrada A12 Genova – Civitavecchia uscendo al casello di Viareggio/Camaiore e prendendo le indicazioni per Camaiore stesso.

Inserire Cartina italia e toscana

Cartina dettagliata 25000 con segnati i settori

Le falesie

Le falesie del Camaiorese sono composte da pareti di medie e piccole dimensioni di calcare che presentano quasi tutti gli stili di scalata, dalle placche appoggiate ai grandi strapiombi di continuità.

Immerse in vallate lussureggianti di vegetazione, si dividono in circa trenta settori per più di 700 tiri. Con esposizioni varie che permettono l’arrampicata durante tutto l’arco dell’anno.

Stagione Ideale

Si scala tutto l’anno, rispettando le varie esposizioni che offrono le falesie ma la primavera e l’autunno sono le stagioni magiche per colori e condizioni di scalata. Alcuni settori possono presentare delle risorgenze d’acqua per diversi giorni dopo lunghi periodi di pioggia ma qualche parete asciutta rimane sempre anche per chi non ne vuole sapere di rassegnarsi alla plastica. Alcuni settori rimangono riparati e permettono di scalare anche con la pioggia. In estate nonostante il caldo alcuni settori all’ombra sono ventilati e offrono condizioni ideali.


ENGLISH

The Camaiore district

Camaiore is situated in the countryside at about 6 km from the Versilia area of Tuscany. All the walls are in the immediate vicinity of Camaiore and can be reached from neighbouring villages.

Camaiore is easily reachable from the motorway A12 Genova – Civitavecchia, through the Viareggio/Camaiore exit and following directions to Camaiore.

The cliffs

The cliffs of the Camaiore district are composed of medium and small size limestone walls, suitable for almost all styles of climbing, from slabs to large overhangs.

Immersed in lush green valleys, they include approximately thirty sectors with more than 700 pitches with different exposures that allow climbing in every season.

Ideal season

Climbing is possible all year round, respecting the various expositions of the cliffs, but spring and autumn are the ideal seasons due to conditions and for enjoying the magical colours of nature. Some sectors may present water springs for many days after long rainy periods, but there are always some dry walls for those who really don’t want to use plastic macs. Other sectors remain sheltered and can be climbed even with it’s raining. In the summer, when the sun burns, it is possible to climb cliffs in the shade and well ventilated and, in some areas close to Rio Lombricese, a refreshing dip in the stream pools can be the perfect treat after a climb.

Il Camaiorese, Testo introduttivo di Roberto Vigiani

Andrea Gobetti nella sua introduzione di “Toscanità” del 1998, l’unica guida che parlava del Camaiorese uscita dalla penna di un toscano, iniziava dicendo “non c’è nessuna buona ragione al mondo per venire in Toscana ad arrampicare”.

A distanza di più di quindici anni si può dire che le cose siano cambiate solo parzialmente, infatti anche adesso i turisti “ammirano più i muscoli delle statue che i nostri … le minestre e le pietanze rinomate; i vini mitici rimangono, anzi hanno acquistato fama nel tempo”.

Io invece sono ormai trent’anni che frequento questa zona e, assieme ai ”Soliti Bischeri”, abbiamo piantato chiodi, pulito rocce dal muschio, respirato polvere e, cosa da non poco, ci siamo divertiti tantissimo ad arrampicare, nonostante ogni altro problema che la vita ci presentava.

I Toscani, si sa, sono gente strana e anch’io, pur essendo nato in Liguria, ho radici toscane: il mio cognome proviene dal comune di Vicchio, vicino a Firenze; anche se ospitali ed espansivi, rimangono gelosi delle proprie opere e stentano a divulgare quello che possiedono.

Qui la lingua viene mossa parecchio e spesso per coniugare “moccoli” di ogni genere, ma la penna ha stentato per decenni la divulgazione di queste rocce soprattutto perché non ci si trovava mai d’accordo, ma anche per la gelosia e per la gioia di non affollare certi angoli magici, unici. 

Nel Camaiorese niente è facile: tutto viene strappato alla natura con enormi sacrifici di pulizia e sfalcio della vegetazione che rigogliosa si riprende velocemente ciò che l’uomo vuole togliergli per il proprio puro divertimento.

Le perturbazioni che arrivano da ovest si caricano di umidità attraversando il Mar Ligure e spesso si vengono a scrollare l’acqua di dosso sulle Alpi Apuane che formano la prima barriera montuosa a ridosso della costa versiliese della Toscana.

Proprio queste piogge, assieme al tempo, hanno contribuito alla formazione delle leggendarie “canne” di Candalla Alta e di Cannelot e a volte, nella stagione invernale, limitano la scalata a pochi settori più compatti e con un’esposizione più favorevole.

Nonostante queste piccole pecche, io sono convinto che il Camaiorese sia una vera perla al pari del Finalese o della zona di Arco.

Il vastissimo numero di itinerari e la loro varietà di stili è davvero raro e l’entroterra versiliese riserva scorci e paesaggi fantastici, sentieri ben tenuti, rifugi alpini con la “vista a mare”, vie ferrate, vie multipitches, itinerari scialpinistici, la possibilità di lunghe gite in mountain bike o di alcuni canyon acquatici o asciutti.

L’arrampicata è possibile in ogni stagione, grazie al clima favorevole e alle varie esposizioni delle falesie; la vicinanza al mare della Versilia e a borghi famosi come Pietrasanta, favorisce la coniugazione arrampicata – mare, arte, turismo, trekking, mountain bike che tanto piace agli stranieri, ai genitori-arrampicatori e ai coniugi con passioni diverse.

Molte persone si sono alternate nel gruppo dei “Soliti Bischeri” e, a modo proprio, ognuno ha contribuito a sviluppare l’arrampicata su queste rocce: da chi a lavorato giornate intere a chi ha fornito un contributo o anche solo uno spit o una corda dismessa.

Non voglio citare nessuno in particolare per non far torto alcuno.

Non posso però dimenticare il mio primo sguardo sulla Valle che devo a Beppe Pacini: era il 1984, l’inizio di una delle tante estati spese a cercare falesie estive e per lo più impiegate con lui a chiodare al Procinto, dove – nonostante il sentiero di un’ora – i mille metri d’altezza ci permettevano di trovare un po’ di fresco.

Una sera con la luna piena Beppe ci portò a Casoli, uno dei tipici paesini che sovrastano il Camaiorese, e predisse un bel po’ di futuro. Massimiliano stava già piantando i primi spit a Candalla Bassa, Stefano l’aiutava, Moreno raccoglieva asparagi tra una via e l’altra, Maruccio non dimenticava mai di sistemare perfettamente la base della falesia e Lorenzo si aggirava già, ancora ragazzino, tra questi “adulti bambini”…

Negli ultimi anni l’associazione “Magicandalla”, con a capo Lorenzo “fisicamente” cresciuto, la nascita del sito Toscoclimb di Toni, e il contributo di tanti arrampicatori della Toscana, ha influito in maniera significativa al recupero e allo sviluppo del Camaiorese che conta ad oggi circa 700 itinerari divisi in circa trenta settori diversi in stile di scalata ed esposizione.

Concludo rubando ancora una bella espressione dell’amico, scrittore, speleo, arrampicatore Andrea Gobetti, confidando che questa prima guida esaustiva del Camaiorese serva a far conoscere quella parte di Toscana ai molti turisti che l’hanno trascurata a favore della Versilia e ai molti arrampicatori che non hanno mai avuto possibilità di frequentare queste rocce e soprattutto faccia venire la voglia di svolgere “quell’ attività che niente ti dà se non la voglia di arrampicare ancora”…

Roberto Vigiani,
Marzo 2015